Le perle di Hannah. Spazio pubblico, libertà e coscienza etica attraverso Arendt
L’opera di Hannah Arendt, spesso considerata una delle figure intellettuali maggiormente influenti nei contesti del pensiero novecentesco, ha certamente costituito uno dei punti di riferimento più ricorrenti nei dibattiti politici e culturali degli ultimi decenni. In particolare, richiama spesso le coscienze il fatto che le modalità tramite cui Arendt pensa la dimensione politica rimandano a…
Des millénaires d’absence: intervista a Philippe Rouy
Durante la caldissima estate appena trascorsa si è svolta, come ogni anno da sessantadue anni, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Una Mostra che con la sua accurata selezione, da sempre attenta alle estetiche contemporanee, prova a restituire un’istantanea di cosa voglia dire fare cinema d’avanguardia negli anni Venti del Duemila. Alla novità…
L’architettura dello sguardo di fronte all’orrore: Naza e ciò che resta da fare alla filosofia
L’uscita dal cinema è dominata dal silenzio. Qualcuno piange, non si sa dove guardare, come camminare, come tenere il braccio a chi ti sta vicino. Eppure, restare in silenzio dopo aver visto Naza (2026, regia di Yuval Abraham e Rachel Szor) è praticamente impossibile. L’essenzialità di questo film, nel duplice senso che è necessario vederlo…
Fughe da sé. Cartografie dell’incubo tra Arthur Ripley e David Lynch
Esiste una zona d’ombra nella storia del cinema noir dove alcune pellicole – pur avendo anticipato fratture linguistiche decisive – sono rimaste confinate perché considerate semplici bizzarrie produttive. Incatenata (The Chase, 1946) di Arthur Ripley appartiene a questa categoria di «perle nere» dimenticate, un’opera tratta dall’universo paranoico di Cornell Woolrich e che rappresenta un interessante saggio visivo sulla…
La parola e il vuoto. Spazi spettrali nella letteratura occidentale
Che cosa accade dopo la morte? E quali forme, architetture e spazi possiamo immaginare per rappresentare ciò che si colloca oltre la vita? Geometrie del terrore (A cura di Agostino De Rosa, Giulia Lazzaretto e Giulia Piccinin) affronta queste domande attraverso una serie di indagini visive e progettuali che esplorano il confine tra quotidiano e fantastico. Le risposte attraversano registri diversi,…
Nostalgia dell’orrore: memoria, tecnologia e fantasmi del presente. Una conversazione
Che rapporto c’è tra nostalgia e orrore? Perché il passato torna con tanta insistenza nell’immaginario contemporaneo, e perché proprio l’horror sembra uno dei luoghi privilegiati di questo ritorno? A partire dal suo ultimo libro Nostalgia dell’orrore. L’horror contemporaneo e i fantasmi di un futuro passato, ne abbiamo parlato con Marco Malvestio, attraversando alcuni dei nodi al…
Fenomenologia e mente situata: un dialogo tra due tradizioni filosofiche
Introduzione Nel corso degli ultimi decenni, la filosofia della mente è stata oggetto di profonde trasformazioni teoretiche. Se negli anni Cinquanta del secolo scorso il paradigma di riferimento era quello comunemente definito come “cognitivismo classico”, a partire dagli anni Ottanta si assiste all’affermarsi e al progressivo diffondersi delle cosiddette teorie della mente di tipo 4E…
Il tramonto dell’umano: una filosofia del mondo digitale
L’ultimo libro di Luca Taddio, Il tramonto dell’umano. Estetica e nichilismo nell’era del digitale, non è un semplice saggio sull’intelligenza artificiale. È un’opera filosofica ambiziosa che prova a fare qualcosa di molto più difficile: comprendere la trasformazione della nostra forma di vita a partire da una domanda radicale, quella sul rapporto tra mondo, realtà e senso….
