Pensare digitale: un manifesto per una nuova filosofia della differenza
«Che cosa significa “pensare” nell’epoca del digitale?». Questa domanda rappresenta il punto di partenza del testo scritto da Roberto Masiero e Luca Taddio; una domanda che ricalca il titolo di un recente saggio di Maurizio Ferraris (2025), in cui il filosofo torinese si chiede cosa significhi pensare nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, il presente libro adotta…
Il volto di un altro: Teshigahara e i trucchi del plusgodere
Che cosa sono questi oggetti? “Questi oggetti, avete idea di cosa sono?” La prima inquadratura de Il volto di un altro di Hiroshi Teshigahara (1966) ci accoglie con un rack focus, l’immagine, da sfocata, diventa nitida e ci mostra l’inerzia di alcune orecchie tagliate, di dita mozzate che galleggiano nell’acqua. Crudeltà e grazia ci raggiungono…
“Attica!” Cinquant’anni dopo: “Quel pomeriggio di un giorno da cani” e il ritorno della rabbia
C’è una parola che Sonny Wortzik urla verso la fine di Quel pomeriggio di un giorno da cani, e quella parola non ha bisogno di spiegazioni. “Attica!”, il nome del carcere di New York dove nel settembre del 1971, quattro anni prima del film, quarantatré persone morirono durante la repressione di una rivolta dei detenuti,…
Guerra giusta e guerra santa
L’adozione del linguaggio religioso nella retorica bellica è diventato una caratteristica ormai ricorrente dell’amministrazione Trump, che ha trasformato la politica estera e l’azione militare degli Stati Uniti in una sorta di impegno messianico. Il Segretario della Difesa Pete Hegseth ha descritto il conflitto con l’Iran come una “missione religiosa” da “nuovi crociati”, una “guerra santa”…
IL NEMICO IN PELLICOLA. LA GUERRA FREDDA DEL CINEMA STATUNITENSE TRA GLI ANNI ‘50 E ‘60
Nel confronto tra Stati Uniti e Unione Sovietica, che era troppo rischioso combattere con mezzi tradizionali, ebbe un ruolo fondamentale la lotta alla supremazia culturale e ideologica. In questo contesto rientra il concetto di Soft Power, termine coniato negli anni ‘90 dal politologo statunitense Joseph Nye, con il quale ci si riferisce alla capacità di…
Ragione, Grande teoria, Umanità: il congedo di Habermas
La recente scomparsa di Jürgen Habermas non significa solo l’addio a uno dei referenti più presenti e accreditati nel dibattito filosofico, politico, sociologico, culturale, di ultimi sessant’anni. Significa l’addio a un’epoca, a una vicenda di pensiero che è iscritta in una intera tradizione, quella occidentale, novecentesca ma non solo. Erede e trasformatore della teoria critica…
Altrove ed essere. Un libro per Francesco Biamonti
Finisterrae è una parola ambigua. Indicando la cognizione di fine, esprime anche il suo opposto: un inizio. Ma fine e inizio, a loro volta non sfuggono a un nuovo grado di ambiguità. Lì dove si staglia il confine di una terra, il luogo in cui il limite genera l’illimitato, lì troviamo, non solo un luogo…
Il farmaco della tecnica. Paradigma farmaceutico, Différence techno-logique e non-antropologia
I. Il paradigma farmaceutico e il circolo della cura L’antropologia contemporanea ha elaborato, nel corso del Novecento, una serie di risposte alla violenza insita nel suo gesto fondativo: la produzione di sapere sull’altro attraverso una posizione che si vuole esterna, neutrale, scientificamente legittimata. Il relativismo culturale ha proposto di sospendere il giudizio, di descrivere le…
