Articoli di Fausto Curi

Fausto Curi

Ha insegnato per molti anni, come professore ordinario, Letteratura italiana contemporanea nella Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna. In essa attualmente è professore emerito. Fra i suoi libri si ricordano Struttura del risveglio. Sade, Sanguineti, la modernità letteraria (Il Mulino, 1991), La scrittura e la morte di dio. Letteratura, mito, psicoanalisi (Laterza, 1996), La poesia italiana nel Novecento (Laterza, 1999), La poesia italiana d’avanguardia (Liguori, 2001), Il Critico stratega, saggi di teoria e analisi letteraria (Mucchi, 2006), I sensi del testo (Mucchi, 2010), Piccolo (e molto didascalico) viatico per un'introduzione alla poesia di Sanguineti, (Mucchi 2011),Il corpo di Dafne. Variazioni e metamorfosi del soggetto nella poesia moderna, (Mimesis 2011), Per una teoria della critica (Guida 2012), e la ristampa accresciuta di Struttura del risveglio. Sade, Benjamin, Sanguineti. Teoria e modi della modernità letteraria (Mimesis 2013), Piccola storia delle avanguardie. Da Baudelaire al Gruppo 63 (Mucchi 2013).


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Gaudens ac Faber

  Lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo è un fatto indubitabilmente ignobile e esecrabile. Ma se invece del concetto di ”sfruttamento” adoperiamo il concetto di “utilizzazione” e accompagniamo questo secondo concetto con le necessarie precisazioni e delimitazioni, le cose cambiano. E cambiano non perché il termine “utilizzazione” diventi un modo furbesco di evitare di affrontare…

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Moriremo renziani?

    Alcuni mesi or sono i media italiani hanno proposto all’attenzione degli osservatori politici un tema di particolare interesse, lasciandolo però presto cadere. Il tema è questo: il Partito Democratico non è più tanto un partito di iscritti e di militanti quanto un partito di elettori. Un argomento come questo meriterebbe un’attenta riflessione perché,…

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Vita e libertà

    C’è chi ama precisare che coloro che a Parigi hanno freddamente assassinato giornalisti, vignettisti, poliziotti e ebrei erano animati solamente dall’odio e dal desiderio di vendetta, che in loro non vi era alcuna passione religiosa. Ma davvero? Forse che se fossero stati dei veri credenti, angosciati dalle offese secondo loro arrecate al Profeta,…

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