CALL FOR PAPERS DI SCENARI
ATMOSFERE MEDIALI/MEDIA ATMOSPHERES


La prima Call for Papers di Scenari dal titolo “Atmosfere mediali”, promossa dalla sua nuova sezione Visual Culture Studies e curata da Ruggero Eugeni (da poco Direttore della rivista cartacea e web “Scenari”, assieme a Luca Taddio e Pierre Dalla Vigna) e da Giulia Raciti, si rivolge anche a studiosi del campo internazionale, per i quali la deadline della consegna dell’abstract in inglese è il 25 luglio 2018; diversamente la deadline per la consegna dell’abstract in italiano è l’ 1 luglio 2018 (un breve slittamento in avanti rispetto alla data indicata a metà maggio).

I saggi in inglese e in italiano accolti saranno pubblicati nel numero 9 di Scenari in versione cartacea.

Riportiamo il testo in inglese della CFP, seguito da quello, già pubblicato, in italiano.

 

 

MEDIA ATMOSPHERES

By Ruggero Eugeni and Giulia Raciti

 

There is a deep and ancient link among the concepts of atmosphere, environment and medium. The atmosphere is intended as the environmental mean of the sensorial perception connecting the perceiver and the perceived and it has its roots in the Aristotelian theory of the medium; this idea, through the Thomism and the essays of medieval optics, arrives to the modern reflection, which indicates the medium also as milieu, environment, Umwelt, Stimmung.

With Benjamin, medium becomes the keyword of a Media Theory: here, the term acts both as technical and perceptive apparatuses and innervates the relationship between Medium, Apparat, Apparatur that will contribute to define the terms of the debate about the Apparatus / Dispositive (Somaini). Thus, the atmospheres are not something relational, but the relationship itself: something between subject and object; “something median (in the middle), something that mediates” (Böhme, Griffero), and ultimately the environment in which we make any experience (Grusin). From here, the necessity to link Media Theory to the aesthetics of atmospheres; the need for a new philosophy of nature and environment (Durham Peters); and the recovering and reshaping of the idea of Mediascape (Casetti).

 

On this basis, the articles of the issue of Scenari dedicated to the medial Atmospheres, will focus on the following points:

 

  • To what extent and  sense does the idea of medial atmosphere require a rethinking of the concept of Apparatus / dispositive? What is the specific role of some Apparatus elements such as the screens (Carbone)? How can we conceptualise and re-conceptualise the body of the spectator (as well as the actor’s and producer’s one) in this context?

 

  • What is the role of technology in the construction of medial atmospheres? In what sense are the techno-environments atmospheric environments? (Within a line of reflection,  starting from Simondon and McLuhan arrives to Montani and for other aspects to Siegert too). Moreover, how can we  relate the technical aspect to the Naturalization of environments of medial atmospheres?

 

  • If within the sense, the lived body (Leib) suffers the feelings poured out in the environmental space (Bohme, Schmitz, Griffero), which emotional feeling is linked to the medial atmospheres? In which way they raise the question of intensities of affection, their regulation or their spree, their configurations or their circulation?

 

  • The medial atmospheres often imply some ruled and automated interactions among objects, subjects, spaces and times, and so the intervention of data-set, algorithms, and their process of transformation. In which sense the medial atmospheres imply a semiotic, an ethic, and esthetic of software?

 

  • Which social spaces are more radically involved and redefined by the building of medial atmospheres? The city? The house? The Museum? The movie theatre? The theme park? Moreover, starting from here, is it possible to define an archaeology (or an archa-ecology) of medial atmospheres?

 

  • Today it conveys the consistent passage from “bystanding” media (Eugeni) to “immersive” ones: how do the construction and the diffusion of the atmospheres change within the new experiences offered by media?

 

 

Essential bibliography:

 

Baudry J. L., Cinéma: effets idéologiques produits par l’appareil de base, in «Cinétique», 7-8,  (1970) pp. 1-8; Id., Les dispositif: approches métapsychologiques de l’impression de réalité, in «Communications», 23 (1975), pp. 57-72.

Benjamin W., Aura e choc, a cura di A. Pinotti e A. Somaini, Einaudi, Torino 2012.

Böhme G., Atmosphäre: Essays zur neuen Ästhetik, Suhrkamp, Berlin 1995.

Bruno G., Surfaces. Matters of aesthetics, materiality and media, The University of Chicago press, Ltd, London 2014.

Carbone M., Filosofia-schermi, Raffaello Cortina, Milano 2016.

Casetti F., La galassia Lumiére. Sette parole chiave per il cinema che viene, Bompiani, Milano 2015.

D’Aloia A., Eugeni R. (a cura di), Teorie del cinema: il dibattito contemporaneoRaffaello Cortina, Milano 2017.

Deleuze G., Francis Bacon: logique de la sensation, Seuil, Paris 1891.

Durham Peters J., The Marvelous Clouds. Toward a Philosophy of Elemental Media, University of Chicago Press, Chicago-London 2015.

Griffero T., Il pensiero dei sensi. Atmosfere ed estetica patica, Guerini, Milano 2016.

Griffero T., Atmosferologia. Estetica degli spazi emozionali, Mimesis, Milano-Udine 2017.

Grusin, R., Radical mediation. Cinema, estetica e tecnologie digitali, Pellegrini, Cosenza 2017.

Heibach C., Atmosphären. Dimensionen eines diffusen Phänomens, Fink, München 2012.

Montani P., Tecnologie della sensibilità, Raffaello Cortina, Milano 2014.

Montani P., Cecchi D., Feyles M. (a cura di), Ambienti mediali, Meltemi, Milano 2018.

Pinotti A., Somaini A., Cultura visuale, Einaudi, Torino 2016.

Schmitz H., La nuova fenomenologia, Marinotti, Milano 2011.

Siegert B., Cultural Technics, Fordham University Press, New York 2015.

Warhol A., «Atmosfera», in Id., The philosophy of Andy Warhol: (from A to B and back again), Harvest Book, San Diego 1977.

 

 

The proposals have to be sent to: redazione@mimesis-scenari.it and have to include:

-  title and abstract (max 500 words);

- 5 keywords;

- a brief biographical sheet of the proponent;

-  email address.

 

Deadline for submitting proposals: 25 th July 2018

Notification of acceptance: 26 th July 2018

Deadline for sending the essay (max 40.000 characters): 1st October 2018

 

 

ATMOSFERE MEDIALI

A cura di Ruggero Eugeni e Giulia Raciti

 

Esiste un legame antico e tenace tra i concetti di atmosfera, ambiente e medium. L’atmosfera, intesa come strumento ambientale della percezione sensoriale che connette percipiente e percepito, oggetto e organo di senso, si radica nella teoria aristotelica del medium;questa,attraverso la filosofia tomista e i trattati di ottica medievale, giunge fino alla riflessione moderna, che indica il medium anche come milieu, enviroment, Umwelt, Stimmung. In particolare, è con Benjamin che il medium diviene il termine chiave di una Teoria dei Media: qui, i media agiscono sia in qualità di apparecchi tecnici sia di apparati percettivi, e innervano la relazione triadica Medium, Apparat, Apparatur che concorrerà a definire i termini del dibattito sul dispositivo (Somaini). Insomma, le atmosfere non sono qualcosa di relazionale, bensì la relazione stessa: qualcosa tra soggetto e oggetto, “qualcosa di mediano, qualcosa che media” (Böhme, Griffero), e in definitiva l’ambiente stesso di cui facciamo esperienza (Grusin). Di qui tanto la necessità di ancorare la Teoria dei Media all’estetica delle atmosfere e a una nuova filosofia della natura e dell’ambiente (Durham Peters); sia l’opportunità di ripensare radicalmente l’idea di Mediascape (Casetti).

 

Su queste basi gli articoli del numero di Scenari dedicato alle atmosfere mediali si focalizzeranno tra l’altro sui seguenti punti:

 

  • In che misura e in che senso l’idea di atmosfera mediale chiede un ripensamento del concetto di dispositivo? Qual è il ruolo specifico di alcuni elementi del dispositivo quali gli schermi (Carbone)? Come va concettualizzato o riconcettualizzato il corpo dello spettatore (ma anche quello dell’attore, o del produttore) in questo contesto?

 

  • Qual è il ruolo della tecnologia nella costituzione delle atmosfere mediali? In che senso i tecnoambienti (nella linea di riflessione che da Simondon – ma anche da McLuhan – arriva fino a Montani o per altri aspetti a Siegert) sono ambienti atmosferici? E come si rapporta l’aspetto tecnologico con quello della naturalizzazione degli ambienti e delle atmosfere mediali?

 

  • Se nella sensazione il corpo vissuto (Leib) patisce i sentimenti effusi nello spazio ambientale (Bohme, Schmitz, Grifero), quali regimi emozionali sono legati alle atmosfere mediali? In che modo si pone in essi per esempio la questione delle intensità affettive, della loro regolazione o del loro scatenamento, delle loro configurazioni e della loro circolazione?

 

  • Le atmosfere mediali implicano spesso alcune interazioni regolate e automatizzate tra oggetti, soggetti, spazi e tempi, e dunque l’intervento di data-set, algoritmi, e loro processi di trasformazione. In che senso le atmosfere mediali implicano una semiotica, una etica e una estetica del software?

 

  • Quali spazi sociali vengono più radicalmente coinvolti e ridefiniti dalla costruzione di atmosfere mediali? La città? La casa? Il museo? La sala cinematografica? Il parco a tema? E, a partire da qui, è possibile definire una archeologia (o una “archecologia”) delle atmosfere mediali?

 

  • Si disegna oggi insistentemente il passaggio dai media “astantivi” (Eugeni) ai media immersivi: come cambia la costruzione e la diffusione delle atmosfere all’interno delle nuove esperienze offerte dai media?

 

Riferimenti bibliografici generali:

Baudry J.-L., Il dispositivo. Cinema, media, soggettività (1978), a cura di G. Avezzù e R. Eugeni, La Scuola, Brescia 2017.

Benjamin W., Aura e choc, a cura di A. Pinotti e A. Somaini, Einaudi, Torino 2012.

Böhme G., Atmosfere, estasi, messe in scena (1995), Marinotti, Milano 2010.

Bruno G., Superfici. A proposito di estetica, materialità e media (2014), Johan & Levi, Milano 2016.

Carbone M., Filosofia-schermi, Raffaello Cortina, Milano 2016.

Casetti F., La galassia Lumiére. Sette parole chiave per il cinema che viene, Bompiani, Milano 2015.

D’Aloia A., Eugeni R. (a cura di), Teorie del cinema: il dibattito contemporaneo, Raffaello Cortina, Milano 2017.

Deleuze G., Logica della sensazione (1981), Quodlibet, Macerata 2004.

Durham Peters J., The Marvelous Clouds. Toward a Philosophy of Elemental Media, University of Chicago Press, Chicago-London 2015.

Griffero T., Il pensiero dei sensi. Atmosfere ed estetica patica, Guerini, Milano 2016.

Griffero T., Atmosferologia. Estetica degli spazi emozionali, Mimesis, Milano-Udine 2017.

Grusin, R., Radical mediation. Cinema, estetica e tecnologie digitali, Pellegrini, Cosenza 2017.

Heibach C., Atmosphären. Dimensionen eines diffusen Phänomens, Fink, München 2012.

Montani P., Tecnologie della sensibilità, Raffaello Cortina, Milano 2014.

Montani P., Cecchi D., Feyles M. (a cura di), Ambienti mediali, Meltemi, Milano 2018.

Pinotti A., Somaini A., Cultura visuale, Einaudi, Torino 2016.

Schmitz H., La nuova fenomenologia (1980), Marinotti, Milano 2011.

Siegert B., Cultural Technics, Fordham University Press, New York 2015.

Warhol A., «Atmosfera», in Id., La filosofia di Andy Warhol da A e B e viceversa, Feltrinelli, Milano 2009.

 

 

Le proposte devono essere inviate all’indirizzo redazione@mimesis-scenari.it e devono riportare:

-          titolo e abstract (max 500 parole);

-          5 keywords;

-          breve scheda biografica del proponente;

-          indirizzo email.

 

Deadline per l’invio delle proposte: 1 luglio 2018

Notifica di accettazione: 2 luglio 2018

Deadline per l’invio del saggio (max 40.000 battute): 17 settembre 2018

 

 

SCENARI

RIVISTA SEMESTRALE DI FILOSOFIA CONTEMPORANEA & NUOVI MEDIA

 

Direttori:

Dalla Vigna Pierre (Università dell’Insubria)

Taddio Luca (Università di Udine)

Eugeni Ruggero (Univer­sità Cattolica del Sacro Cuore – Milano)

 

Vice-Direttore:

Revello Roberto

 

Caporedattori:

Cantone Damiano

Rabbito Andrea (Università degli Studi di Enna “Kore”)

 

Direttore della sezione Visual Culture Studies:

Rabbito Andrea (Università degli Studi di Enna “Kore”)

 

Comitato scientifico di Visual Culture Studies:

Carluccio Giulia (Università di Torino)

Eugeni Rug­gero (Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano)

Manzoli Giacomo (Università di Bologna)

Pinotti Andrea (Università di Milano)

Somaini Antonio (Uni­versité Paris III – Sorbonne Nouvelle)

Tessari Roberto (Università di Torino)

Trione Vincenzo (IULM Libera Università di Lingue e Comunicazione)

Zagarrio Vito (Università di Roma Tre)

 

Comitato redazionale di Visual Culture Studies:

Amendola Alfonso (Università di Salerno)

Arcagni Simone (Università di Palermo)

Bisogno Anna (Univer­sità di Roma Tre)

Carocci Enrico (Università di Roma Tre)

Adriano D’Aloia (Università Telematica Interna­zionale Uninettuno)

La Mantia Fabio (Università di Enna “Kore”)

Marabello Carmelo (Università IUAV di Venezia)

Francesco Parisi (Università di Messina)

 


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