Call for papers

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Siamo lieti di informarvi che oggi esce, per la sezione Visual Culture Studies, la prima Call for papers di Scenari, curata da Ruggero Eugeni (che ha assunto da poco il ruolo di Direttore della rivista, in compagnia di Luca Taddio e Pierre Dalla Vigna) e da Giulia Raciti. Oggetto della CFP è il concetto delle “atmosfere mediali”.

Questa è la prima di una serie di CFP che verranno proposte inerenti ai temi che riguardano i visual studies e siamo particolarmente contenti e grati che sia Ruggero Eugeni, in compagnia di Giulia Raciti, ad inaugurare questa nuova attività della rivista.

Il termine della consegna degli abstract è fissato per il 25 giugno e i saggi che verranno inviati verranno pubblicati sul numero 9 della versione cartacea di Scenari.

Tutte le informazioni riguardanti il tema della Call le riportiamo qui di seguito:

 

 

 

ATMOSFERE MEDIALI

 

A cura di Ruggero Eugeni e Giulia Raciti

 

 

Esiste un legame antico e tenace tra i concetti di atmosfera, ambiente e medium. L’atmosfera, intesa come strumento ambientale della percezione sensoriale che connette percipiente e percepito, oggetto e organo di senso, si radica nella teoria aristotelica del medium;questa,attraverso la filosofia tomista e i trattati di ottica medievale, giunge fino alla riflessione moderna, che indica il medium anche come milieu, enviroment, Umwelt, Stimmung. In particolare, è con Benjamin che il medium diviene il termine chiave di una Teoria dei Media: qui, i media agiscono sia in qualità di apparecchi tecnici sia di apparati percettivi, e innervano la relazione triadica Medium, Apparat, Apparatur che concorrerà a definire i termini del dibattito sul dispositivo (Somaini). Insomma, le atmosfere non sono qualcosa di relazionale, bensì la relazione stessa: qualcosa tra soggetto e oggetto, “qualcosa di mediano, qualcosa che media” (Böhme, Griffero), e in definitiva l’ambiente stesso di cui facciamo esperienza (Grusin). Di qui tanto la necessità di ancorare la Teoria dei Media all’estetica delle atmosfere e a una nuova filosofia della natura e dell’ambiente (Durham Peters); sia l’opportunità di ripensare radicalmente l’idea di Mediascape (Casetti).

 

Su queste basi gli articoli del numero di Scenari dedicato alle atmosfere mediali si focalizzeranno tra l’altro sui seguenti punti:

 

  • In che misura e in che senso l’idea di atmosfera mediale chiede un ripensamento del concetto di dispositivo? Qual è il ruolo specifico di alcuni elementi del dispositivo quali gli schermi (Carbone)? Come va concettualizzato o riconcettualizzato il corpo dello spettatore (ma anche quello dell’attore, o del produttore) in questo contesto?
  • Qual è il ruolo della tecnologia nella costituzione delle atmosfere mediali? In che senso i tecnoambienti (nella linea di riflessione che da Simondon – ma anche da McLuhan – arriva fino a Montani o per altri aspetti a Siegert) sono ambienti atmosferici? E come si rapporta l’aspetto tecnologico con quello della naturalizzazione degli ambienti e delle atmosfere mediali?
  • Se nella sensazione il corpo vissuto (Leib) patisce i sentimenti effusi nello spazio ambientale (Bohme, Schmitz, Grifero), quali regimi emozionali sono legati alle atmosfere mediali? In che modo si pone in essi per esempio la questione delle intensità affettive, della loro regolazione o del loro scatenamento, delle loro configurazioni e della loro circolazione?
  • Le atmosfere mediali implicano spesso alcune interazioni regolate e automatizzate tra oggetti, soggetti, spazi e tempi, e dunque l’intervento di data-set, algoritmi, e loro processi di trasformazione. In che senso le atmosfere mediali implicano una semiotica, una etica e una estetica del software?
  • Quali spazi sociali vengono più radicalmente coinvolti e ridefiniti dalla costruzione di atmosfere mediali? La città? La casa? Il museo? La sala cinematografica? Il parco a tema? E, a partire da qui, è possibile definire una archeologia (o una “archecologia”) delle atmosfere mediali?
  • Si disegna oggi insistentemente il passaggio dai media “astantivi” (Eugeni) ai media immersivi: come cambia la costruzione e la diffusione delle atmosfere all’interno delle nuove esperienze offerte dai media?

 

Riferimenti bibliografici generali:

Baudry J.-L., Il dispositivo. Cinema, media, soggettività (1978), a cura di G. Avezzù e R. Eugeni, La Scuola, Brescia 2017.

Benjamin W., Aura e choc, a cura di A. Pinotti e A. Somaini, Einaudi, Torino 2012.
Böhme G., Atmosfere, estasi, messe in scena (1995), Marinotti, Milano 2010.

Bruno G., Superfici. A proposito di estetica, materialità e media (2014), Johan & Levi, Milano 2016.

Carbone M., Filosofia-schermi, Raffaello Cortina, Milano 2016.

Casetti F., La galassia Lumiére. Sette parole chiave per il cinema che viene, Bompiani, Milano 2015.

D’Aloia A., Eugeni R. (a cura di), Teorie del cinema: il dibattito contemporaneo, Raffaello Cortina, Milano 2017.

Deleuze G., Logica della sensazione (1981), Quodlibet, Macerata 2004.

Durham Peters J., The Marvelous Clouds. Toward a Philosophy of Elemental Media, University of Chicago Press, Chicago-London 2015.

Griffero T., Il pensiero dei sensi. Atmosfere ed estetica patica, Guerini, Milano 2016.

Griffero T., Atmosferologia. Estetica degli spazi emozionali, Mimesis, Milano-Udine 2017.

Grusin, R., Radical mediation. Cinema, estetica e tecnologie digitali, Pellegrini, Cosenza 2017.

Heibach C., Atmosphären. Dimensionen eines diffusen Phänomens, Fink, München 2012.

Montani P., Tecnologie della sensibilità, Raffaello Cortina, Milano 2014.

Montani P., Cecchi D., Feyles M. (a cura di), Ambienti mediali, Meltemi, Milano 2018.

Pinotti A., Somaini A., Cultura visuale, Einaudi, Torino 2016.

Schmitz H., La nuova fenomenologia (1980), Marinotti, Milano 2011.

Siegert B., Cultural Technics, Fordham University Press, New York 2015.

Warhol A., «Atmosfera», in Id., La filosofia di Andy Warhol da A e B e viceversa, Feltrinelli, Milano 2009.

 

 

Le proposte devono essere inviate all’indirizzo redazione@mimesis-scenari.it e devono riportare:

-          titolo e abstract (max 500 parole);

-          5 keywords;

-          breve scheda biografica del proponente;

-          indirizzo email.

 

Deadline per l’invio delle proposte: 25 giugno 2018

Notifica di accettazione: 26 giugno 2018

Deadline per l’invio del saggio (max 40.000 battute): 17 settembre 2018

 

 

SCENARI

RIVISTA SEMESTRALE DI FILOSOFIA CONTEMPORANEA & NUOVI MEDIA

 

Direttori:

Dalla Vigna Pierre (Università dell’Insubria)

Taddio Luca (Università di Udine)

Eugeni Ruggero (Univer­sità Cattolica del Sacro Cuore – Milano)

 

Vice-Direttore:

Revello Roberto

 

Caporedattori:

Cantone Damiano

Rabbito Andrea (Università degli Studi di Enna “Kore”)

 

Direttore della sezione Visual Culture Studies:

Rabbito Andrea (Università degli Studi di Enna “Kore”)

 

Comitato scientifico di Visual Culture Studies:

Carluccio Giulia (Università di Torino)

Eugeni Rug­gero (Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano)

Manzoli Giacomo (Università di Bologna)

Pinotti Andrea (Università di Milano)

Somaini Antonio (Uni­versité Paris III – Sorbonne Nouvelle)

Tessari Roberto (Università di Torino)

Trione Vincenzo (IULM Libera Università di Lingue e Comunicazione)

Zagarrio Vito (Università di Roma Tre)

 

Comitato redazionale di Visual Culture Studies:

Amendola Alfonso (Università di Salerno)

Arcagni Simone (Università di Palermo)

Bisogno Anna (Univer­sità di Roma Tre)

Carocci Enrico (Università di Roma Tre)

Adriano D’Aloia (Università Telematica Interna­zionale Uninettuno)

La Mantia Fabio (Università di Enna “Kore”)

Marabello Carmelo (Università IUAV di Venezia)

Francesco Parisi (Università di Messina)


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