GELATO VANIGLIA E CIOCCOLATO

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Oggi il piccolo Leonardo ha iniziato la prima elementare. A prenderlo all’uscita da scuola c’è nonno Gaetano che lo accoglie a braccia aperte per poi portarlo a prendere un gelato, vista l’ancora calda giornata di una Milano sempre più frenetica. Dopo aver preso due coni vaniglia e cioccolato i due si siedono per chiacchierare un po’.
“Allora Leo, come è andato il tuo primo giorno di scuola?”
“Bene nonno. All’inizio avevo un po’ paura perché nella nuova scuola siamo in tanti”
“Eh, immagino, all’asilo conoscevi già i tuoi amici, perché vivete tutti nello stesso quartiere, mentre a scuola provenite da parti diverse della città”
“Si nonno ma dopo ho fatto subito nuove amicizie sai? Ho conosciuto Alex, Simone e Amar”
“E loro da dove vengono?”
“Alex viene dal quartier Bicocca, Simone dal quartier Corvetto e Amar dal quartier Cusco”
“Oh piccolo, Cusco non è un quartiere di Milano: è una città del Perù”
“E con la metro possiamo andare da lui?” “No Leo, ci vuole l’aereo per andare nel suo paese, ma non ti preoccupare, lui è nato a Cusco ma adesso abita qui, Amar è un piccolo cosmopolita…”
“Cosa significa essere socompo…cospomo…cosmopoliti, nonno? Anche la maestra oggi ha detto alla mamma che siamo una classe cosmopolita”
“Questa è una gran bella domanda piccolo mio! Vedi, al giorno d’oggi siamo un po’ tutti cosmopoliti: essere cosmopoliti significa essere cittadini del mondo, infatti cosmo significa mondo e polis significa città”
“Ma nonno, allora cosa significa essere cittadino del mondo?”
“Facciamo un esempio caro: tu vivi a Milano, che si trova in Italia e quindi sei un cittadino italiano. Un bimbo che vive in America è cittadino americano, uno che vive in Asia…”
“Asiano!”
“Si caro, meglio dire asiatico però. Comunque vedo che hai capito. Ora, come ben sai, al giorno d’oggi si può andare a vivere in tutto il mondo. Ad esempio, quando sarai un po’ più grande potrai andare in America a studiare l’inglese, oppure in Giappone per lavorare o in Finlandia per studiare. Così facendo vivrai un po’ in tutto il mondo e sarai un cosmopolita”
“Penso di aver capito, nonno. Essere cosmopoliti significa poter essere liberi di vivere in qualsiasi parte del mondo, giusto?”
“Ben detto piccolo, ma non solo. La Coca-Cola, le patatine fritte e gli hamburger che ti piacciono un sacco sono tutti prodotti tipici dell’America e si trovano in Italia grazie alla globalizzazione.”
“Ma nonno, che parole difficili!”
“Globalizzazione significa rendere disponibili in tutto il mondo le merci di ogni singolo paese. È un po’ come se, grazie a queste “parole difficili” come dici tu, nel mondo non ci fossero confini”
“Nonno, io ho capito, ma mi sembra una cosa ovvia”
“Lo è per te piccolo, perché sei nato quando cosmopolitismo e globalizzazione si sono consolidate. Tuttavia una volta non era così scontato poter vivere ovunque e scambiare le proprie merci con il resto del mondo. Pensa che a Berlino, in Germania, esisteva un muro vero e proprio divideva l’intera nazione in due parti che non potevano comunicare. Per abbatterlo ci vollero tanti anni e tantissimi sacrifici. Essere cosmopoliti è una conquista, anche se non tutti la pensano così!”
“Perché?”
“Perché molte persone continuano a pensare che questo fenomeno ci porterà a perdere la nostra identità, come a dire che se tu andassi a studiare in America ti potresti dimenticare, secondo loro, di essere italiano. Lo pensano perché, così come ci si scambia merci, se succede qualche avvenimento importante in Asia o in un altro paese, questo si ripercuote sull’economia e la politica di tutto il mondo”
“Ma io questi che criticano il cospomoliti…cosmopolitismo non li capisco. Perché siamo tutti uguali ed è giusto che ciascuno di noi possa vivere dove vuole ed è anche giusto che, se accade qualcosa, tutto il mondo deve aiutare chi ne è stato coinvolto. Come facciamo noi a scuola: se un compagno si fa male, lo aiutiamo tutti, così poi possiamo giocare di nuovo tutti assieme!”
“Hai perfettamente ragione piccolo mio!”
Quando il piccolo ritorna a casa dalla mamma è tutto entusiasta di aver imparato una nuova parola.
“Allora Leo, adesso che il nonno te lo ha spiegato, me lo dici cosa significa essere cosmopoliti?”
“Mamma, hai presente un gelato vaniglia e cioccolato? I due gusti sono diversi in tutto, la vaniglia è buona, e anche il cioccolato ma insieme sono buonissimi. Beh, ecco…  Essere  cittadino italiano è bello ed è diverso da essere cittadino americano, che è bello uguale: però essere cittadino del mondo intero significa essere liberi, ed è una gran conquista!”.


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Alessia Marini

Classe V A del Liceo Pio Paschini di Tolmezzo. Vincitrice del Contest Letterario Festival Mimesis 2016-2017.


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