Emil Cioran e l’aldilà della filosofia di Stefano Scrima


In Al di là della filosofiaal pensatore Emil Cioran è affidato il compito di parlarci del suo amico Benjamin Fondane, anch’egli rumeno esule parigino, anch’egli dedito alle lettere. Attraverso tre interviste/conversazioni in compagnia di Leonard Schwartz (1986), Ricardo Nirenberg (1988) e Arta Lucesco Boutcher (1992), viene così delineata la figura dell’allievo di Lev Šestov, un uomo per cui Cioran nutre immensa stima, un uomo a suo dire superiore e che tuttavia viveva la sua superiorità senza orgoglio alcuno, nella semplicità del tormento di esistere, senso di una vita dedita alla ricerca. Provenendo dalla poesia e approdando soltanto poi alla filosofia (con Šestov, appunto), per Cioran, Fondane viveva al di là di quest’ultima, in una nobile e profonda sensibilità ch’essa non conosce, imbrigliata com’è nelle impotenti trame del linguaggio.Conosciuto durante l’occupazione nazista a Parigi, Cioran ricorda un Fondane “rassegnato alla fatalità” e allo stesso tempo “attratto dalla catastrofe”, un “credente senza religione”, una sorta di nietzscheano che diceva sì alla volontà che lo voleva, e in questo modo anche al suo arresto, in quanto ebreo, e alla sua morte sotto i gas di Auschwitz. Non faceva niente per passare inosservato tra le strade di Parigi, sgargiante e privo dell’obbligatoria stella di David, forse anche forte di alcune “false certezze” che non lo facevano sentire in pericolo. Ma è proprio questo suo atteggiamento che gli ha fatto vivere fino in fondo, unamunianamente, il sentimento tragico della vita. Il tragico è l’aspetto fondamentale di Fondane, l’angoscia, la ricerca estenuante e inappagata. Costantemente divorato dalla tentazione di una disperazione sconfitta, egli era “spaventato di concludere”. Non la vita, ma la ricerca: «[…] La cosa straordinaria è la ricerca di sé, l’angoscia, e non il trionfo. […] Era il tormento che costituiva il senso della sua esistenza» (p.71).

Il curatore Antonio Di Gennaro riesce così, attraverso le parole di Cioran, a ricostruire il profilo essenziale dell’uomo Fondane e contemporaneamente testimoniare l’affinità elettiva tra i due tragici pensatori.

 

 

Stefano Scrima. Musicista, scrittore e filosofo, si è laureato in Scienze filosofiche all’Università degli Studi di Bologna. Ha studiato all’Universitat de Barcelona ed è stato visiting student all’Universidad Autónoma de Madrid (Presso l’Università di Roma “La Sapienza” consegue il titolo di master universitario in Digital Heritage. Cultural Communication Through Digital Technologies. Collabora con numerose riviste e case editrici. Dal 2012 è redattore di Diogene Magazine. Ha scritto Esistere Forte. Ha senso esistere? Camus, Sartre e Gide dicono che…, Edizioni del Giardino dei Pensieri, Bologna 2013.

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